Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare. Lo scriveva il magistrato Giovanni Falcone.

Noi Rossanesi e Coriglianesi il 22 ottobre 2017 siamo chiamati per dare il nostro parere, se lottare insieme o restare come così come siamo, soli ed isolati ed in completo stallo, ma se solo per un secondo immaginiamo una città unica dove si avrebbero 80.000 abitanti, ci sarebbero più i servizi per noi cittadini, la sanità, le infrastrutture, università, gli investimenti dell' Unione europea sul nostro territorio, scuole, giustizia, lungomare unico. Analizzando la vita quotidiana di oggi si nota una difficoltà nei servizi come: ospedali a metà, strade bucate, scuole materne senza fondi ecc.

Ma ci sono anche nuove informazioni dove ho chiesto ai dirigenti organizzativi ed eventuali chiarimenti a riguardo il referendum, per vincere il si bisogna che in entrambi le città dovrà prevalere il si altrimenti non passa il referendum, bisogna essere chiari perché si può far cadere in errore e si rischia di divulgare il falso, bisogna sfatare il fatto che il santo patrono della città non verrà assolutamente toccato rimarrà dove si è sempre trovato magari lo adoriamo e lo festeggiamo insieme serenamente come da sempre.

Non ci resta che decidere e valutare le motivazione del si e le motivazione del no, astenersi non è consentito il tuo parere è importante ed interessa il nostro futuro decidi con il cuore libertà e informati bene, se decidi sbagliato ne pagherà il tuo futuro il nostro futuro. 

Articolo Domenico Chiarelli