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Una tragedia che colpisce la Calabria, 10 i morti ritrovati i tre dispersi.

Sono stati rintracciati, e sono in buone condizioni, tre giovani pugliesi di 21, 22 e 23 anni, che erano stati inseriti nella lista delle persone disperse dopo la piena del torrente Raganello, sul Pollino, in Calabria. I tre si erano accampati in località Valle d’Impisa, una località a monte della zona del disastro e dove i cellulari non hanno campo. Il bilancio delle vittime è di 10 persone morte.

Antonio De Rasis, 32 anni, volontario della Protezione civile: il suo zaino è stato trovato a valle, a vari chilometri di distanza dal luogo del dramma. Nella sua vita tanto impegno sociale: da volontario era stato infatti tra coloro che erano intervenuti dopo la valanga all’hotel Rigopiano.

Una bambina di 9 anni  è stata trasferita dall’ospedale di Cosenza e poi al Policlinico Gemelli di Roma dove è stata posta in sedazione profonda, con prognosi riservata. La piccola, che viene ventilata artificialmente, presenta insufficienza respiratoria acuta dovuta a inalazione di acqua fangosa. E’ ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrico diretto dal Professor Giorgio Conti, della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS

Le prime testimonianze dei soccorritori sono drammatiche. Una bimba di 8 anni, tra le persone tratte in salvo, è stata trovata vicino a un cadavere. “Era semicosciente ma in evidente stato di choc”, ha raccontato il dirigente medico dell’elisoccorso regionale Calabria Pasquale Gagliardi, che l’ha soccorsa. 

“Siamo stati tra i primi ad arrivare e ci siamo subito occupati delle persone ferite”, ha raccontato un altro soccorritore, un medico del 118. “Quello che posso dire è che si è trattato di un episodio di inaudita violenza”. “Dai racconti dei sopravvissuti, tutti in forte stato di shock, si è subito delineata la gravità di quanto accaduto”, ha aggiunto. 

La piena “è stata un vero e proprio tsunami”, ha detto Giacomo Zanfei, vicepresidente del Soccorso alpino Calabria.

La Procura di Castrovillari, intanto, ha aperto un’inchiesta contro ignoti.

I reati ipotizzati sono omicidio colposo, lesioni colpose, inondazione e omissione d’atti d’ufficio.

Il ministro dell’Ambiente Costa ha spiegato che, oltre al fascicolo penale, “abbiamo chiesto al prefetto di Cosenza di aprire anche un fascicolo amministrativo per fare chiarezza sulle questioni gestionali”

Il dispiacere per l’accaduto e davvero tanto, e pensare che queste persone hanno perso la vita mentre si  godevano le bellezze naturali della calabria ma mancava la sicurezza e la prevenzione necessaria per evitare questa tragedia che ha segnato per sempre l’estate 2018.



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